Africa Botswana Travel

Botswana – Le origini

on
10/08/2020

MAL D’AFRICA (Africa Blues)

Mi sono sempre chiesta che cosa fosse il mal d’Africa e quest’anno finalmente l’ho capito.
Il mal d’Africa è un ritorno alle radici, è un legame che prende forma giorno dopo giorno con la terra. Per me è la consapevolezza di sapere che una parte di me è ancora là e attende di ricongiungersi con l’altra se stessa, che è tornata a casa.
E’ un processo che prende vita lentamente, non ci si accorge di quello che sta accadendo fin quando non si realizza che di quella terra non si può più farne a meno e che manca intensamente tutte le volte che la si pensa.

NOTTI SOTTO LE STELLE

Mi piace pensare che nel corso della vita c’è una prima volta per tutto. Per me questo viaggio in Botswana mi ha permesso di provare l’esperienza del campeggio, anche se preferisco concepire questa prima volta come “il dormire sotto le stelle”. Rimango dell’idea che il campeggio non sarà mai la mia prima scelta per un viaggio MA lo sarà sempre per un safari. L’Africa è una terra dai mille colori che varia al variare delle lancette dell’orologio. Qui l’ozio non è considerato, alle prime luci dell’alba la sveglia ci richiama dal dolce dormire e il tempo per smontare la tenda è breve. Siamo pur sempre in Botswana, patria dei “big five”, dove il campeggiare quasi sempre è fatto in posti non protetti e quindi di libero passaggio degli animali.

DOCCIA CON GLI ELEFANTI

In particolare ho il ricordo di una notte passata al campeggio “Khwai Safari Grounds” ubicato all’interno del Moremi Game Reserve.

Il campeggio si compone di una serie di piazzole ombreggiate dove poter montare le proprie tende, vicino al corso del fiume Khwai. Gli unici servizi disponibili sono i servizi igienici e delle docce con acqua riscaldata, grazie alla combustione di legno, che deve essere alimentato autonomamente dagli ospiti. Queste aree sono distribuiti nel campeggio e l’accesso deve avvenire con le luci del giorno e preferibilmente sempre in compagnia. In caso di necessità notturne è sempre bene attrezzarsi in tenda. Ricordatevi sempre che siete a casa degli animali, sono loro i padroni incontrastati di queste meravigliosa terra.
Quella serata era iniziata con un’esperienza unica: avevo fatto la doccia con vista sulla savana, mentre a 20 metri da me degli elefanti si gustavano delle foglie dagli alberi vicini.

africa, BotswanaOSPITI INATTESI

Dopodichè dato che si stava avvicinando l’imbrunire ero corsa nella mia tenda. Consiglio di dormire con qualcuno dato che le notti possono regalare ospiti inattesi all’interno del campo. In tenda non bisogna mai portare cibo e in caso di visite notturne non bisogna mai accendere luci. Subito dopo aver preso sonno sono stata svegliata da un rumore forte e insistente, e dopo aver acquisito lucidità ho capito che erano gli animali che attraverso un tam tam si mandavano messaggi attraverso la savana. Le grida erano incessanti e fortissime. Nel buio della tenda mi sentivo completamente inerme. Babbuini. ippopotami, iene e poi lui, il re della foresta: il leone. Tra loro era in corso una lotta alla supremazia, una lotta che al vincitore avrebbe portato un lauto bottino al mattino: il pranzo cacciato. I leoni cacciano di notte ma si sfamano con le prime luci del giorno. Durante la notte devono proteggere il loro tesoro. Cliccando qui potrete assaporare quel tam tam che non dimenticherò mai e che mi ha regalato una delle più belle notti mai trascorse. Oltre al suono incessante attorno alle nostre tende hanno iniziato a camminare le iene che stavano cercando altro cibo dato che quello difeso dal leone per loro non era accessibile. Chiudere gli occhi con l’ansimare delle iene a pochi metri da me è stato unico, indimenticabile. Oltre all’ansimare delle iene, l’altro rumore persistente è il proprio cuore che batte a mille, bum bum bum.
Ho trascorso altre notte così e attendo speranzosa altre notti sotto le stelle. In nessun altro posto al mondo ho assaporato questa magia.

TAGS
RELATED POSTS

LEAVE A COMMENT

error: Content is protected !!