Croce commemorativa per la morte di Jan Palach
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Kompagna Praga

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11/09/2020

 

Percorsa Piazza della Repubblica, in pochi minuti a piedi mi sono ritrovata nel bel mezzo della Piazza della Città Vecchia. Ed ecco un momento “déjà vu”…. Lì ci sono già stata in passato e lo testimonia una fotografia scattata con le compagne del liceo nel 1994. Non mi ricordavo nulla se non la pavimentazione (perché ai tempi ero seduta per terra…) e qualche palazzo attorno. Una piazza importante, dove si raccolgono tutti i turisti, attratti soprattutto dall’orologio astronomico che è veramente particolare perché, ad ogni tocco dell’ora, mostra i 12 apostoli. Per me è stato come vedere tutto per la prima volta; ricordo molto poco della mia prima visita di Praga, a parte il Ponte Carlo: il mio interesse di quindicenne era per l’Hard Rock Café e per l’acquisto di anelli d’argento e ambra.

 

Piazza della Città Vecchia con l’orologio astronomico

 

Giunta alla Mala Strana (Città Piccola), alla sinistra del fiume Moldava e al di là del Ponte Carlo, dove si trova il Castello di Hradčany – sede della storica terza “defenestrazione” che diede il via alla Guerra dei Trent’anni (1618-1648) – la mia attenzione era esclusivamente  per un posto quasi introvabile: il museo del KGB. Nella mia immaginazione l’entrata sarebbe dovuta essere stata imponente, “dittatoriale”. Invece si trattava di una semplice accesso, come fosse un piccolo negozio, simile a quello limitrofo che vendeva fra le varie marijuana.

 

Museo del KGB

 

Interessante era il fatto che a una ventina di metri di distanza vi fosse la sede dell’Ambasciata degli Stati Uniti. Ho trovato il tutto molto ironico: KGB, U.S.A. e marijuana in poche decine di metri quadrati. L’avventura non si poteva esaurire nell’ubicazione del museo e infatti la visita guidata si è rilevata esilarante ed entusiasmante. Un ex ufficiale del KGB – che ho avuto la brillante idea di chiamare soldato (ma sono ancora viva…oppure prima o poi verrò sgozzata senza preavviso) – ha raccolto le dieci persone che provenienti da varie parti del mondo, insieme a me, hanno potuto assistere a un vero e proprio spettacolo, un monologo. 

 

La “guida-ufficiale-custode” (lui faceva tutto in quei 100 mq espositivi) era anche un eccellente performer, rendeva ogni spiegazione dell’uso delle variegate armi presenti (dalle bombe a mano, ai coltelli, ai mitra etc) unica nel proprio genere e irripetibile nella resa mimica. Non avrei mai potuto riprendere con un filmato questa pazzesca visita, non solo per un gesto di rispetto verso l’ufficiale, ma anche per poter continuare a vivere senza ritorsioni!

 

Quando decido una destinazione da visitare, in primis mi informo in merito ai musei presenti per pianificare almeno dei “must to see”.  Non approfondisco troppo il “dove, come e perché” e nemmeno leggo le recensioni, anzi credo di essere la persona più anti-recensioni al mondo poiché non desidero farmi influenzare da dei pregiudizi o giudizi altrui: preferisco farmi un’idea personale di tutto.

 

Ho scoperto dell’esistenza del Museo del Comunismo in maniera banale, trovandolo collocato sulla mappa proprio vicino al mio hotel.

Museo del Comunismo

 

Amo i musei in generale e ammetto che quelli storici sono i meno attrattivi: perlopiù esposizione di cimeli impolverati all’interno di teche ingiallite nel tempo, insomma le mostre risultano alquanto noiosi. I musei d’arte e quelli scientifici li preferisco, forse perché più facili da fruire e dove i visitatori possono trovare spazio per interazioni con quanto esposto. L’arte è di per sé bellezza e fa scattare immediatamente l’immaginazione, la scienza è curiosità, stupore e mi affascina probabilmente perché ne capisco poco ma mi rendo conto che è la spiegazione del mondo che vivo quotidianamente. 

 

Finalmente ho trovato nel Museo del Comunismo (http://www.muzeumkomunismu.cz/) l’esempio di un museo storico assolutamente perfetto! Il percorso espositivo è ben strutturato nello spazio. Con un andamento cronologico, l’esposizione racconta l’avvento del comunismo nella Cecoslovacchia dopo la fine della Seconda guerra mondiale fino alla Rivoluzione di velluto del 1989. Testi brevi, essenziali in lingua ceca e inglese, grafica accattivante, oggetti in esposizione e documenti video e audio che fanno immergere e immedesimarsi il visitatore nella vita quotidiana di tale periodo. L’approccio è assolutamente storico, tuttavia lo schieramento politico dell’intera esposizione è palesemente antisovietico. 

 

Da Piazza della Città Vecchia in pochi minuti si raggiunge la piazza simbolo della storia di Praga: Piazza San Venceslao, dove ai piedi del Museo Nazionale si trova sul marciapiedi una croce. Questa croce è posizionata orizzontalmente e si adagia letteralmente al terreno. 

Realizzata dall’ artista Barbora Veselá e dagli architetti Čestmír Houska e Jiří Veselý, la croce è un monumento che commemora Jan Palach, bruciatosi in quel punto nel gennaio del 1969. La sua protesta per l’andamento della rivoluzione, che da un iniziale attivismo nella primavera del ‘68 si era spenta a causa dell’invasione dei carri armati sovietici in agosto, giunse a una terribile decisione: autoimmolarsi per la libertà della Cecoslovacchia, gesto che altri giovani commisero nei mesi a seguire. E’ stato estremamente toccante vedere quella croce e immaginare  i sentimenti di un giovane ventenne, talmente disperato da scegliere di diventare martire per uno degli ideali universali più importanti, la libertà.

 

Croce commemorativa della morte di Jan Palach

 

 

L’uomo ha libero arbitrio 

di decidere della sua vita

e di sacrificarla per gli altri,

affinché si risveglino dal torpore

 

Jan Palach

 

 

Dopo tanta cultura storica, mi sono rilassata con della cultura gastronomica in un ristorante chiamato U SUPA (www.pivovarusupa.cz), la più antica birreria/ristorante di Praga risalente al XV secolo.  Abbinata a una mega cotoletta, ho degustato una birra lager fresca, molto buona e spinata come si deve, con la schiuma al giusto livello. Peccato non aver effettuato la degustazione di sei birre, ma da sola mi risultava troppo impegnativo.

 

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