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Kyaiktiyo e la leggenda della Roccia d’Oro

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18/03/2021

Myanmar, la ricerca di Pace

Torno a parlare di Myanmar sperando che questo battito di ali di farfalla, che sono le mie parole, possano in qualche modo aiutare a placare il ciclone politico che si è abbattuto su questa nazione. Dal primo febbraio, da quando è in corso un golpe politico, migliaia di persone sono scese in piazza per manifestare in maniera pacifica contro l’esercito che ha fatto arrestare il presidente della Repubblica U Win Myint, la ministra degli esteri Aung San Suu Kyi, attivista dei diritti umani e premio Nobel per la Pace nel 1991, nonché un numero elevato tra attivisti, uomini e donne che a loro discolpa lottano per la Democrazia, questa forma politica che sta attraversando un periodo buio in molti paesi tra cui anche le nostre democrazie più rodate.

Kyaiktiyo (Roccia d’oro)

Oggi vi condurrò in uno dei luoghi più sacri del paese: Kyaiktiyo. Questa pagoda buddista richiama migliaia di pellegrini da tutto il paese e una volta raggiunto il sito si capisce immediatamente il motivo. La posizione singolare di questa pagoda incanta anche il non credente. Un masso in posizione pericolante fa da base a uno stupa alto 7 metri, la roccia è ricoperta di oro e non a caso viene chiamata roccia d’oro, the golden rock. Il momento migliore per ammirare questa meraviglia è al tramonto quando i raggi arancioni baciano la roccia dorata regalando uno spettacolo unico. Se poi si arriva come me, durante un giorno di festa, oltre alla luce, si viene investiti da un’onda di preghiere cantate da centinaia di pellegrini.

Kyaiktiyo e la sua leggenda

La leggenda narra che Buddha regalò una ciocca di capelli a un eremita il quale dopo averla custodita tra i suo capelli la donò a re Thaton, a condizione che fosse custodita per i secoli a venire sotto una roccia con la sembianza della testa dell’eremita. Il re mantenne la promessa e usò la ciocca come stabilizzatore per fissare la roccia d’oro, che da quel momento in poi è rimasta ancorata al terreno, a guardarla non si riesce a credere che sia resistita nel tempo e ai vari terremoti.

La salita a Kyaiktiyo

Salire al golden Rock non è da tutti, è riservato solo ai più forti di stomaco. Dopo aver raggiunto la cittadina di Kinpun con un pullman di linea ci spostiamo verso la piazza da dove partono i camion predisposti per questa risalita. Questi mezzi di trasporto partono solo dopo essere stati riempiti di passeggeri. Sono camioncini aperti attraversati da diverse panche, dove si può prendere posto. Nel prezzo del biglietto è inclusa una polizza sulla vita. Questo vi basta per capire come sfrecciano questi bolidi in una strada montuosa senza protezioni e intervallata da un susseguirsi di curve e strapiombi? io mi sono posizionata all’esterno e mi sono “goduta” questa folle corsa. Dopo essere scesi dal furgone sarete circondati da portantini che vi vorranno portare il vostro bagaglio. Prima di dirigerci alla nostra sistemazione  per la notte, l’ hotel Kyaik hto ci fermiamo a pagare la tassa governativa di due giorni. 

Se questa Pace potesse espandersi. 

Nel momento in cui passiamo i cancelli che portano alla pagoda mi sento di troppo, realizzo che qui siamo gli stranieri, i diversi. Veniamo sommersi da richieste di fotografie e se all’inizio mi infastidiscono poi capisco che noi siamo la novità, qualcosa di sconosciuto per loro. Così sia: diamo inizio al book fotografico! 

Quando raggiungiamo lo stupa, la roccia dorata, tutto viene accantonato, qui c’è posto solo per i raggi di sole che danzano con la roccia e per le preghiere che si elevano al cielo. Ci sono anche i Led Zeppelin in questo mio mondo e stanno suonando “Stairway to Heaven”.  Sento ancora le preghiere mentre sussurrano alla mia anima e spero che queste poesie di parole possano essere ascoltate da questa forza che ancora oggi tiene ferma la golden Rock, perchè non importa se si crede o meno in un Dio, di certo c’è, che se Kyaiktiyo esiste, allora può anche esistere una forza che ponga fine a questo golpe che sta mettendo a dura prova un popolo che ha già sofferto troppo.

Sono Alessandra, ho i viaggi nel sangue e la musica dentro di me! Scopri altre parti del mondo assieme a me. Clicca qui

Playlist

King of Pain Alanis Morissette (Myanmar, la ricerca di Pace)

Zombie The Cranberries (Myanmar, la ricerca di Pace)

Whiskey in the Jar Metallica (La salita a Kyaiktiyo)

Stairway to Heaven Led Zeppelin (Se questa Pace potesse espandersi)

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