Barche di ogni tipo pronte per la Benedizione
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La “Benedizione dei Barcaroi” a Riva del Garda

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30/10/2020

Quando svolgevo servizio nel Corpo dei Vigili del Fuoco volontari di Riva del Garda, mi è capitato un paio di volte di partecipare alla tradizionale cerimonia della “Benedizione dei Barcaroi” (o barcaioli).
Si tratta di un’antica tradizione, molto caratteristica, che si rinnova ogni anno. Io l’ho trovata particolarmente affascinante ed è per questo che ci tengo a raccontarvela in questo articolo.

Talita in divisa seduta sul bordo del motoscafo dei Vigili del Fuoco di Riva

Eccomi in divisa sul motoscafo dei Vigili del Fuoco di Riva del Garda (TN)

Un pò di storia

Quando l’unica via di trasporto era il lago…

Prima del 1931, anno in cui vennero inaugurate le due strade che costeggiano il lago di Garda (Gardesana Occidentale e Orientale), l’unica via di comunicazione era il lago stesso.
Le merci viaggiavano su grandi barconi detti “bragozzi”, mentre le persone (prevalentemente turisti), si spostavano grazie all’offerta dei “Barcaroi” e delle loro piccole barche a remi o a vela.

Vecchio dipinto dei Bragozzi che lasciano il porto

Antico dipinto “Bragozzi leaving port” di George Louis Faber

Tra questi barcaioli c’era anche il rivano Decimo Crosina, che un giorno (ormai più di un secolo fa), mentre stava accompagnando con la sua piccola barca alcuni turisti da Riva a Limone, fu travolto da un pauroso moto ondoso provocato da una frana della vicina parete rocciosa. Tuttavia, grazie alla sua esperienza, egli riuscì miracolosamente a salvare i turisti, la sua barca e se stesso.

Il capitello della Madonnina

Una volta rientrato in porto, il Crosina decise di ringraziare il Signore per lo scampato  naufragio, costruendo all’incirca nel punto in cui si staccò il grande masso (circa 1 km a sud dalla sponda rivana), un piccolo Capitello dedicato alla Vergine Maria.

Il Capitello della Madonnina sulla roccia a picco sul lago

Il Capitello della Madonnina sulla roccia del Monte Rocchetta a Riva del Garda

Questo capitello, di origini ottocentesche e visibile solo dal lago, divenne il protettore di tutti i naviganti che solcavano le acque della sponda nordica del Garda. Costoro si affidavano alla benevolenza della Madonnina, chiedendole di vegliare su di loro e fare in modo che il lago non si infuriasse rovesciando le loro piccole barche.
Qualcuno decise in seguito di rinnovare l’antico voto, tutti gli anni nel periodo primaverile, e così nacque la “Benedizione dei Barcaroi”. Questa tradizione restò in vita fino agli anni ‘60, quando l’avvento del turismo di massa e il benessere della popolazione presero il sopravvento, facendola così finire nel dimenticatoio. 

L’antica tradizione riprende vita grazie all’iniziativa dell’Associazione “Amici della Tirlindana”

Rimasta per anni solo nella mente di qualche rivano, la vecchia tradizione fu riportata in vita solo nel 1998, grazie all’Associazione “Amici della Tirlindana”, fondata nel 1997 da un gruppo di amici che avevano obiettivi comuni. Tra questi, c’era anche quello di riportare in vita l’antica tradizione marinara rivana, ormai dimenticata. Il gruppo si diede subito da fare per ripulire il capitello dalla boscaglia cresciuta negli anni, scoprendo che purtroppo qualche vandalo lo aveva rovinato. Si attivarono quindi per restaurare il capitello e la statua della Madonnina riposta al suo interno.

Il Capitello della Madonnina a Riva del Garda

Il Capitello della Madonnina

Da allora, la “Benedizione dei Barcaroi” si svolge ogni anno nel mese di aprile (fatta eccezione per quest’anno in cui non è stato possibile a causa del lockdown per Covid-19).

La Cerimonia

Il ritrovo dei “barcaroi”

Il mattino in cui si svolge la cerimonia, tutti i barcaioli che intendono partecipare, si ritrovano con le loro barche presso il Porto di piazza Catena (proprio davanti al Municipio di Riva).

Ritrovo delle barche nel porto di piazza Catena a Riva del Garda

Il ritrovo dei “barcaroi” nel porto di piazza Catena a Riva del Garda

Intorno alle 10.00 parte il corteo delle barche in direzione del capitello della Madonnina. Si tratta di una vera e propria processione che coinvolge barche di ogni tipo: a remi, a vela, motoscafi, canoe e pedalò. Questi ultimi messi a disposizione gratuitamente dalla ditta Furletti (presso il porticciolo del Brolio) e dalla ditta Cattoni (presso Punta Lido). Poche sono invece le barche a motore considerando che nella zona nord del lago, quella trentina, questo tipo di navigazione è vietata. Tra queste, troviamo infatti solo qualche motoscafo dedicato al servizio pubblico e i mezzi delle Forze dell’Ordine, tra i quali c’è anche il motoscafo dei Vigili del Fuoco, utilizzato talvolta per trasportare il Sindaco di Riva, l’Arciprete Decano della città e altre Autorità. 

Processione di barche verso il capitello della Madonnina

La processione delle barche che una volta lasciato il porto si dirige verso il Capitello della Madonnina

Tanta emozione ai piedi del Capitello

Una volta raggiunto il Capitello della Madonnina, i Vigili del Fuoco hanno l’importante compito di stendere un cavo con dei galleggianti con lo scopo di far ormeggiare tutte le barche in totale sicurezza. Il Presidente dell’Associazione “Amici della Tirlindana” e un rappresentante della Giunta Comunale, aprono la cerimonia facendo un breve discorso, dopodiché l’Arciprete Decano impartisce la Benedizione, normalmente accompagnata dal consueto “saluto d’onore” delle imbarcazioni. I barcaioli alzano i remi al cielo mentre dal mezzo dei pompieri parte il suono della sirena. E’ un momento carico di emozione!

Barche e barcaroi pronti per la benedizione sotto al capitello

I Barcaioli pronti a ricevere la Benedizione impartita dall’Arciprete Decano

La commovente preghiera del poeta rivano Giacomo Floriani

Dopo la benedizione viene recitata in dialetto rivano una toccante poesia di Giacomo Floriani intitolata “La Madonina”. Si tratta di un momento estremamente commovente. A recitare la poesia in modo superbo, è da qualche anno il  professor Livio Parisi, proprietario del caratteristico ristorante “Osteria al Pescatore” a Castelletto di Brenzone. E’ in assoluto uno dei miei ristoranti preferiti e mi sento di consigliarvelo se vi piace il pesce di lago. 
Dopo tanta emozione e prima di rientrare, la cerimonia si conclude generalmente con un bel brindisi in compagnia (intorno alle ore 11.00). Si tratta di un momento per socializzare, molto apprezzato da tutti i partecipanti.

Informazioni e consigli

Consiglio vivamente di partecipare a questa caratteristica cerimonia se mai vi trovaste in zona nel mese di aprile, approfittando di un passaggio su qualche barca con posti disponibili o andando a ritirare uno dei pedalò messi gentilmente a disposizione dalle ditte sopra citate per permettere, anche a chi non ha una barca di proprietà, di essere presente. Qualora poi non trovaste posti disponibili, potreste anche pensare di godervi la cerimonia dall’alto e più precisamente dal Sentiero del Ponale, che passa proprio sopra il Capitello. 

Le Benedizione dei Barcaroi vista dal Sentiero del Ponale

La “Benedizione dei Barcaroi” vista dal sentiero del Ponale

Normalmente la cerimonia si svolge il sabato. ma poichè non c’è una data fissa, vi invito a tenere d’occhio il calendario delle manifestazioni organizzate dall’Associazione “Amici della Tirlindana”, dove di anno in anno troverete info riguardanti data e orari. Questa  caratteristica cerimonia è infatti tutt’ora organizzata dall’Associazione, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e il supporto dei Vigili del Fuoco. Si svolge anche in caso di cattivo tempo, ma ovviamente non sono molte le barche che vi partecipano.

Un personale ringraziamento

Dal momento che non conoscevo bene la storia di questa cerimonia, ho ben pensato prima di scrivere l’articolo, di contattare l’Associazione “Amici della Tirlindana”. Ho così avuto il piacere di scambiare due parole con il segretario Alberto Rania, che ringrazio di cuore per avermi raccontato questa bellissima storia. Con Alberto, ultimo pescatore professionista ancora attivo nell’alto Garda, ci siamo inoltre trovati concordi nel dire che questa antica tradizione marinara rivana, non è mai stata valorizzata come meriterebbe. Pensiamo infatti che se fosse giustamente pubblicizzata, sarebbe molto apprezzata anche da quei turisti che sono ancora alla ricerca di tradizioni caratteristiche dal sapore autentico. Motivo in più per cui spero che questo articolo raggiunga più persone possibili, nella speranza di vedervi partecipare numerosi il prossimo anno.

Concludo riportando di seguito un breve passaggio della poesia “La Madonina”:

“Oh Madonina, cara Madonina,

desmentegada quando ‘l lac l’è in festa,

prega ‘l cél che da st’acqua celestina,

lontam ghe staga sempre la tompesta”

Se avete piacere di leggere il testo completo vi rimando al sito Televignole, dove oltre a questa, troverete un vasto archivio di poesie in dialetto rivano scritte dal poeta Giacomo Floriani. Probabilmente non sarà da tutti comprensibile, ma credo valga comunque la pena di leggerla perché è una poesia davvero molto bella.

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