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Norvegia, la mia prima scelta

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09/12/2021

Perché questa meta come scelta? Questa è la domanda che in molti mi pongono quando pianifico un viaggio, e ogni volta la risposta è diversa. In base al mio interlocutore faccio emergere una risposta ad hoc: c’è la risposta sincera; c’è la risposta che nasce col sorriso mentre dentro vorresti chiudere seduta stante la conversazione; c’è quella empatica, perché percepisci che chi ti ascolta ode il richiamo del viaggio proprio come te. Le risposte sono varie come sono tante le persone che mi circondano. Questo viaggio prende vita dopo un anno e mezzo di Covid, dove tutto quello in cui credevamo si è dissipato e ha lasciato ferite che dovranno essere ricucite, fratture che dovranno essere ricomposte e divisioni che solo il tempo potrà unificare. Somewhere between the sacred silence and sleep, Disorder, disorder, disorder”. Qui, bianco su nero, lo posso scrivere “La Norvegia come mezzo per uscire da questa vita che non sentivo più mia dopo il Covid, La Norvegia per tornare a vivere”. 

9.470 km lungo le strade della mitologia norrena!

Sono le 4 del mattino di un qualunque sabato quando la macchina si immette in strada. Al cospetto ci sono due amiche, due sorelle, pronte a vivere un’esperienza lunga tre settimane, percorrendo strade, valicando montagne, attraversando corsi d’acqua e guidando attraverso tunnel sommersi tra cui il più lungo e più profondo al mondo. 

E poi realizzo che non sto sognando!

E’ il secondo giorno e stiamo lasciando le Danimarca per la Svezia, gli ultimi km prima di approdare sulle strade norvegesi. Proprio mentre mi immetto sul ponte Oresund, nel preciso istante in cui la bellezza di questa opera d’arte mi investe, realizzo che sono di nuovo nel mio habitat naturale, sono di nuovo libera di viaggiare. Le note dei System of A Down ci accompagnano in questa attraversata, dove arte e ingegneria si mescolano in un perfetto abbraccio.

Sorprese lungo la E134!

Dopo qualche giorno a Oslo proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta della Norvegia. In questo primo giorno lungo le strade norvegesi ci siamo ripetutamente perse. L’idea iniziale era di percorrere la E134 e di deviare sulla RV13 ad Hara. Tutto semplice sulla carta ma noi siamo riuscite a trasformare un viaggio di 7 ore in uno di 9 ore. Per fortuna, in questo susseguirsi di strade sbagliate che ci hanno portate a incontrare strepitosi scorci norvegesi, non abbiamo perso la meravigliosa stavkirke di Heddal che si trova a circa 117 Km da Oslo.

 

Stavkirke: simbolo norvegese

Quando si pensa alla Norvegia una delle prime cose che salta alla mente sono le caratteristiche costruzioni in legno: le stavkirke. Questi edifici risalgono all’incirca al XXII secolo, l’elemento architettonico che li contraddistingue è il legno, componente predominante. Ci sono più interpretazioni sulle origini delle stavkirke: a me piace quella che accomuna questi edifici a templi pagani convertiti solo in un secondo tempo in chiese cristiane. Non passano inosservati gli intagli di ispirazione vichinga, come i draghi dai lunghi colli. Ad oggi in Norvegia ne rimangono ancora 28, noi oltre a quella di Heddal, abbiamo ammirato anche quella di Lom. 

Attraversamento del valico di montagna!

Subito dopo la nostra fermata alla stavkirke, qualcosa non va come ci eravamo preposte e ci ritroviamo a scollinare passi di montagna, dove la combinazione di verde, rocce, laghi e greggi di pecore ci regalano un’immagine bucolica dai risvolti alpini. Ad Egersund ci immettiamo sulla E39 direzione Jorpeland e in questo ultimo tratto di strada ci aspetta l’ennesima sorpresa: l’attraversamento del tunnel più lungo e più profondo che corre sotto il fondo marino del Boknafjord: il Ryfylke tunnel che collega Stavanger con Tau. La sensazione di sfrecciare sotto l’ambiente marino è un mix di paura e adrenalina che pompa sempre più forte. Finalmente è tempo di relax, dopo 9 ore di viaggio arriviamo al nostro hotel ubicato vicino al lago Bjørnheimsvatnet

Il viaggio non si ferma qui!

La prossima fermata di questo meraviglioso viaggio è alle pendici del Preikestolen. Il vostro palco personale alla prima dell’opera naturale che circonda il Pulpito. Sedetevi, aprite la mente e godetivi lo strepitoso spettacolo della natura che vi si aprirà agli occhi. Clicca qui e scopri questa meraviglia con me.

Sono Alessandra, ho i viaggi nel sangue e la musica dentro di me! Scopri altre parti del mondo assieme a me. Clicca qui! 

Playlist

Toxicity System of Down (Norvegia, la mia prima scelta)

Mr. Brownstone Guns N’Roses (9.470 km lungo le strade della mitologia norrena)

Aerials System of Down (E poi realizzo che non sto sognando)

An der schonen blauen Donau, Op. 314 Johann Strauss II (Sorprese lungo la E134)

Girls just Want to Have Fun Cyndi Lauper (Attraversamento del valico di montagna)

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