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Praga, la città della musica

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15/11/2020

 

Affacciato sulla piazza adiacente la Chiesa di San Nicola (all’est esistono solo chiese dedicate a questo santo!), si trova un negozietto di tantissimi souvenir legati alla musica classica e lì ho acquistato un porta occhiali di stoffa con la scritta “Prague, the city of music”. 

Camminando sotto alla zona del castello, senti provenire dalle finestre di case private i vocalizzi di cantanti liriche intente a esercitarsi per un’esibizione! In ogni chiesa, nei palazzi storici vengono organizzati concerti musicali che celebrano le musiche di Beethoven, Mozart, Chopin. E’ proprio vero che questa è la città della musica: quindi è la mia città!

Ho sentito fin da subito un sentimento di appartenenza, un’accoglienza della gente e un ritmo di vita, spensieratezza e voglia di vivere tipiche di quelle destinazioni che vogliono e riescono a emergere da un passato complicato, che in alcuni luoghi si manifesta ancora prepotentemente.

Il mio viaggio aveva un obiettivo duplice: assistere al concerto dei Muse e riscoprire una città vista durante la gita scolastica delle superiori. 

Con un volo della Ryanair da Bergamo sono atterrata a Praga al Václav Havel (dedicato al primo presidente della Repubblica di Cecoslovacchia “libera” del 1989) e, chiedendo all’ufficio informazioni indicazioni su bus e metro per il centro città e per il luogo del concerto, mi sentivo già a casa. Tutto estremamente semplice e poi che vi fosse il concerto dei Muse era ben risaputo dallo staff di accoglienza.

Ho prenotato una camera nella catena tedesca Motel One che apprezzo per il design, la semplicità dei servizi, la pulizia (con prodotti bio nel bagno) e per una buona colazione. A Praga vale proprio la pena prendere una camera in questo hotel (https://www.motel-one.com/en/hotels/prague/hotel-prague-florentinum/)  poiché si tratta di un edificio storico (a due minuti a piedi da Piazza della Repubblica, una posizione centrale), ristrutturato e quindi le camere sono veramente comode e spaziose. 

Prima dell’inizio del concerto, nel pieno pomeriggio avevo tre ore di libero: perché non mangiare del goulash? A 50 metri ho trovato il ristorante Restaurace Sklep Na Poříčí (www.sklepnaporici.cz). Et voilà un piatto “leggero” e gustoso, accompagnato da una bella birra tipica Pilsner Urquell e con dolcetto conclusivo. 

 

Piatto tipico – goulash e gnocco di pane

 

SIMULATION THEORY WORLD TOUR 2019

In maniche corte (era fine maggio), jeans e felpa da teenager ho preso la metropolitana verso l’ex aeroporto Letňany, oramai diventato un luogo di eventi e spesso sede di concerti. 

Il mio primo concerto rock da sola! Ero a mio agio e nessuno ci ha fatto caso che non fossi accompagnata. Dopo aver mangiato un bel panino wrap con tipicità di carne locale (… in pratica un panino “lurido” ceco), ero pronta per cantare a squarciagola con Matt Bellamy e compagni! 

I Muse realizzano delle imponenti scenografie per i loro tour: un concerto diviene un vero e proprio spettacolo!

 

Un concerto strepitoso: dopamina, adrenalina, ossitocina. Credo che non mi mancasse alcun ormone di questo genere! Chi ama il rock e non ha mai visto i Muse dal vivo, deve assolutamente prendere parte a questo spettacolo: la bravura dei tre britannici, una scenografia mastodontica e coreografie da “Cirque du Soleil”, strumenti (il minimo…una chitarra, un basso e una batteria) potenti hanno dato vita a un momento unico!

The Muse – Simulation Theory World Tour 2019

 

 

Soundtrack di questa giornata è sicuramente “Plug In Baby” (Album “Origin of Symmetry” – anno 2000)

 

I’ve exposed your lies, baby

The underneath no big surprise

Now it’s time for changing

And cleansing everything

To forget your love

My plug in baby

Crucifies my enemies

When I’m tired of giving

My plug in baby

In unbroken virgin realities

Is tired of living

YOUTUBE

https://www.youtube.com/watch?v=dbB-mICjkQM

Matt Bellamy che suona un assolo in mezzo al pubblico

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