Lungo la Strada delle 52 Gallerie
Attività all'aperto Escursioni

Lungo la Strada delle 52 Gallerie sul Monte Pasubio

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02/07/2021

Fare un’escursione lungo la Strada delle 52 Gallerie (o della Prima Armata), sul Monte Pasubio, non è soltanto fare una gita in montagna, bensì mettere piede su un pezzo di storia. Ci troviamo più o meno su quello che oggi è il confine tra Trentino e Veneto e che fu linea del fronte durante la Prima Guerra Mondiale. La sommità del Pasubio fu teatro di violenti scontri tra soldati italiani e austro-ungarici. Lassù, ci furono così tante vittime che, nel 1922, la parte sommitale del Pasubio, fu decretata Zona Sacra.

Cartelli didattici lungo la Strada delle 52 Gallerie

Cartelli didattici lungo il percorso

Introduzione storica per un’escursione consapevole

La zona dove è stata costruita questa strada incredibile, assunse grande importanza strategica durante la Prima Guerra Mondiale. Se il primo anno si trattò principalmente di una guerra di posizione, la Strafexpedition del 1916 (conosciuta anche come Punizione di Primavera o Spedizione Punitiva Austriaca), con cui gli austriaci si impossessarono di tutta la parte nord del Pasubio nella vana speranza di raggiungere il vicentino, innescherà una serie di scontri che faranno del luogo, il più alto campo di battaglia del conflitto. Il rigidissimo inverno 1916/1917 costrinse tuttavia i soldati ad una tregua, che portò al rafforzamento delle linee già raggiunte su entrambi i fronti. E’ soprattutto in quel periodo di stallo che il Genio militare realizzò opere grandiose al fine di facilitare l’approvvigionamento delle truppe italiane impegnate in prima linea. 

Le strade militari del Monte Pasubio

Raggiungere la linea del fronte italiano sulla sommità del Pasubio per portare viveri, armi e quanto necessario ai soldati italiani, era estremamente difficile. Da una parte il sentiero Baglioni, percorribile solo a piedi, fatta eccezione per il primo tratto di mulattiera progettata dal Maggiore del Genio Ing. Pasquale Baglioni. Il sentiero collegava le postazioni di seconda linea presenti in Vallarsa a quelle della prima linea disposte intorno alla Sella Cosmagnon. Pensate che oggi quel sentiero è una via ferrata (sentiero CAI EEA-F 141), quindi immaginatevi le difficoltà che tale via presentava. Per non parlare della zona ad altissimo rischio di frane e slavine che più di una volta travolsero soldati e baraccamenti italiani. Dall’altra parte c’era invece la Strada degli Scarubbi, realizzata dal Genio Militare nell’estate del 1915, unica via camionabile per raggiungere le Porte del Pasubio e la linea del fronte italiano. Ma quest’ultima era estremamente esposta al tiro d’artiglieria nemica quindi non facilmente percorribile. 

Strada degli Scarubbi (Monte Pasubio)

La Strada degli Scarubbi (ottima alternativa per il rientro)

E’ in questa critica situazione che il Genio Militare italiano inizia a progettare la Strada delle 52 Gallerie. Un’impresa ritenuta impossibile, che aveva lo scopo di  migliorare la vita dei soldati costretti a “vivere” e combattere sulla sommità del Monte Pasubio per ben 3 lunghi e difficili anni, in condizioni estreme, soprattutto nel periodo invernale. 

Un’impresa di Giganti, capolavoro d’ingegneria militare

La Strada delle 52 Gallerie è una mulattiera militare lunga 6,4 km, dei quali 2,3 scavati in galleria, che supera un dislivello di quasi 800 m. Un capolavoro d’ingegneria militare che permise l’approvvigionamento delle truppe italiane grazie a un incredibile percorso scavato in roccia, al riparo dalle azioni nemiche, su di una parete estremamente verticale del massiccio, fino ad allora ritenuta inaccessibile. Fu scavata con l’utilizzo di mine e martelli perforatori ad aria compressa (proveniente da Malga Busi grazie ad una fitta rete di tubature) da circa 600 uomini tra militarizzati e civili. Le condizioni di lavoro erano estreme e molte furono le difficoltà, ma la sua realizzazione, avvenuta in soli 9 mesi, tra il marzo e il dicembre del 1917,  fu definita “un’impresa di Giganti, che nessun’altra opera eguaglia, su tutto il fronte europeo…”. Risultato di determinazione, tenacia, fatica e volontà. Ed è probabilmente questo aspetto che fa della Strada delle 52 Gallerie la più famosa e spettacolare via d’accesso al Monte Pasubio.

Escursione lungo la Strada delle 52 Gallerie

Il sentiero CAI n. 366 parte da Bocchetta di Campiglia (1216 m), dove è presente un grande parcheggio a pagamento, e raggiunge le Porte del Pasubio (1928 m)In prossimità del parcheggio, il sentiero è ben segnalato da un ingresso monumentale dedicato ai caduti. Non ci si può sbagliare!

Il monumentale ingresso alla Strada delle 52 Gallerie

Ingresso monumentale per lo storico sentiero CAI 366 (Strada delle 52 Gallerie)

Pannelli didattici e targhe

La prima parte del sentiero, allestita con pannelli didattici e interessanti fotografie storiche, a cura di Ecomuseo della Grande Guerra, aiuta l’escursionista a comprendere meglio l’importanza strategica e storica di questa strada e il grande capolavoro che si cela dietro di essa. Dopo un tratto a zig-zag si raggiunge l’imponente ingresso della prima galleria, dove una scritta scolpita sul grande portale, ci ricorda che l’intero percorso è stato scavato dalla 33ª Compagnia minatori del 5º reggimento del Genio Italiano. Sopra, ben in vista, si legge anche il motto della Compagnia “Ex arduis perpetuum nomen” il cui significato dovrebbe più o meno essere il seguente “Ogni ardua impresa perdura nel tempo”. E in effetti è stato proprio così!

Ingresso della prima galleria e le targhe presenti all'ingresso di ogni galleria

L’imponente ingresso della prima galleria e le targhe presenti all’ingresso di ogni galleria

Le gallerie hanno una larghezza minima di m 2,20, necessaria per consentire il transito, a doppio senso di marcia, dei carri destinati al rifornimento di viveri, munizioni e bagagli. A variare è invece la loro lunghezza. A ciascuna di esse sono stati assegnati un numero progressivo e un nome (per lo più nomi di ufficiali e battaglioni), così come lunghezza in metri lineari, tutti riportati su di una targa che troverete all’ingresso di ogni galleria. La strada, che risale una cengia a tratti più esposta, era al tempo protetta da una ringhiera che ora non c’è più, quindi non sporgetevi troppo perché la parete su cui è stata costruita è estremamente verticale ed esposta. Tuttavia è sempre abbastanza larga per garantire un’escursione in totale sicurezza, per quanto, forse, non proprio adatta a bambini e animali poco sorvegliati o persone poco abituate alla montagna.

Gallerie particolari

All’interno dell’ottava galleria, una diramazione porta verso una caverna cannoniera dove è ancora presente un cannone che pare fosse appartenuto alle truppe austro-ungariche.

Il cannone austriaco posto nell'ottava galleria e l'apertura della galleria 14

Caverna cannoniera (8^ galleria) – Particolare apertura nella montagna (14^ galleria) – Feritoie spettacolari lungo il percorso

La galleria n. 14 presenta invece una particolare apertura nella montagna, oggi luogo gettonato per riprese video e fotografie. Tutte le gallerie sono diverse tra loro. Alcune più lunghe, altre più corte. Molte in salita e alcune ripide e scivolose. Poi ci sono quelle fornite da bocche di luce e feritoie che risultano essere abbastanza luminose, mentre altre, sono estremamente buie, per quanto ai tempi, fossero tutte alimentate da luce elettrica proveniente anch’essa da Malga Busi. Ben 4 gallerie seguono un percorso elicoidale per garantire il superamento di un notevole dislivello in pochi metri. Tra queste c’è la galleria n. 19, che con i suoi 318 ml, è anche la più lunga dell’intero tragitto.

Talita all''interno di una delle 52 gallerie e il torrione della ventesima galleria

Eccomi all’interno di una delle gallerie. A destra lo spettacolare torrione d’uscita della 20^ galleria.

Molto particolare è anche la successiva galleria n. 20, che attraverso un percorso elicoidale, risale l’interno di un torrione di roccia passando ben 4 volte su se stessa. L’uscita dal torrione, spesso avvolto da nubi, ha dell’incredibile (nel senso che se non lo sai non te l’aspetti!) ed è a dir poco spettacolare. Dopo la galleria n. 30 (il cui nome ha attirato la mia attenzione poiché si chiama “Miss”), la strada esce allo scoperto per un tratto di circa 330 m e il  panorama è assicurato!

Lungo la Strada delle 52 Gallerie che sale diagonalmente la parete verticale

Lungo la Strada delle 52 Gallerie

Fiori, conchiglie e reperti storici lungo la via

Lungo il sentiero è facile incappare in fiori cresciuti sulla roccia o conchiglie attaccate alle pareti di alcune gallerie, come a volerci dire che, nonostante la mano dell’uomo, la natura non si ferma. E talvolta, la terra sotto i nostri piedi, riporta alla luce qualche resto della Grande Guerra, come munizioni o addirittura ossa umane. Ricordatevi che appropriarsi di certi oggetti potrebbe essere pericoloso, oltre ad essere severamente vietato. Quindi osservate e lasciate la stessa possibilità a chi passerà dopo di voi! Qualora poi vi imbatteste in qualche reperto bellico che potrebbe essere pericoloso, ricordatevi di segnalarne la presenza al CAI o alle autorità competenti.

Resti di guerra e cuori lungo la Strada delle 52 Gallerie

Reperti bellici, cuori fossilizzati e segnaletica sentieri

Paesaggio stupendo lungo tutto il tragitto

La mulattiera aggira il Monte Forni Alti che sovrasta e separa le due strade militari (quella delle 52 Gallerie e quella degli Scarubbi). Se avete abbastanza tempo potete allungare il percorso visitando le creste sovrastanti! Nei pressi della galleria n. 43, che si trova sotto il Passo di Fontana d’Oro (1875 m), sono ancora ben visibili i resti di una cabina elettrica di trasformazione che serviva ad illuminare le gallerie. Stupenda è la veduta sulla valle, le Piccole Dolomiti e il Pasubio! Il versante è molto impervio ed è caratterizzato da una serie di canaloni e guglie rocciose che dalla parete verticale spiccano verso il cielo. Talvolta la nebbia, si alza velocemente dalla vallata sottostante e avvolge l’intero massiccio. E’ uno spettacolo stupendo da vedere, anche se, in caso di nebbia troppo fitta, potrebbe diventare pericoloso.

Canaloni e guglie rocciose lungo la Strada delle 52 Gallerie

Canaloni e spettacolari guglie rocciose che spiccano verso il cielo

Usciti dalla galleria n. 47 si raggiunge il punto più alto del percorso (2000 m) da dove si gode di uno splendido panorama sulla valle e i monti circostanti. Chi ha una buona vista riuscirà a vedere anche l’Ossario della Prima Armata situato sul Colle Bellavista. Se dopo l’escursione avete tempo, vi consiglio di andare a visitarlo.

La parte più esposta dell’intero tragitto si trova tra le gallerie 48 e 49 ma il sentiero è stato ben attrezzato con un cordino. Poco dopo, la vista si apre anche sull’altro versante, mostrando in lontananza il rifugio A. Papa.

Rifugio Generale Achille Papa visto dalla Strada delle 52 Gallerie

Vista a strapiombo sulla valle (a sinistra) e sul Rifugio Gen. Achille Papa (a destra)

Il rifugio Generale Achille Papa presso le Porte del Pasubio

Poi il sentiero inizia a scendere ripidamente. La galleria n. 51 è davvero molto ripida e presenta un terreno piuttosto sconnesso perciò guardate bene dove mettete i piedi! All’uscita dell’ultima galleria, la n. 52, raggiungiamo le Porte del Pasubio e il rifugio Generale Achille Papa (m 1929) dove vi consiglio di fare una sosta prima di rimettervi in cammino.

Talita all'uscita della galleria 52 presso il rifugio A. Papa

All’uscita della 52^ galleria presso le Porte del Pasubio. Alle mie spalle il rifugio Gen. Achille Papa e sopra il Bivacco Marzotto-Sacchi

Il Monte Pasubio si presta molto bene anche a trekking di più giorni tra natura e storia, quindi il rifugio è un ottimo appoggio per la notte. Io ci ho trascorso una notte nell’ormai lontano 2012, perché con il mio compagno volevamo visitare con calma anche la Zona Sacra del Pasubio, un museo all’aperto che merita di essere visitato e che non mancherò di raccontarvi nel prossimo articolo.

Targhe di marmo e bandiere presso il rifugio Achille Papa

Targhe e bandiere presso il rifugio Papa

Le mie considerazioni

Tornando alla Strada delle 52 Gallerie, posso confermare che si tratta di un percorso di grande interesse naturalistico, storico e paesaggistico. Un’escursione davvero suggestiva che tutti gli amanti della montagna o della storia, dovrebbero fare almeno una volta nella vita.

Sulla spettacolare cengia della Strada delle 52 Gallerie

Sopra le nuvole con la mia dolce metà. Fantastico!

Ogni volta che salgo su questa montagna, a me tanto cara, il pensiero va a quei soldati, alla loro ingegnosità, alla loro fatica e alle loro vite spezzate. Migliaia furono i caduti del Monte Pasubio (tra italiani e austro-ungarici) ma ciò che quegli uomini fecero lassù è inimmaginabile. Bisogna proprio trovarsi lì per capire, almeno in parte, il loro sacrificio. Visitare e rispettare questi luoghi, ricordare e trasmetterne la memoria alle generazioni future, credo sia una questione morale, per non  dimenticare mai le atrocità della guerra, qualunque e ovunque essa sia… 

La Strada degli Scarubbi: valida alternativa per la discesa

Potete rientrare a Bocchetta di Campiglia percorrendo lo stesso tragitto, oppure tramite la comoda Strada degli Scarubbi (sentiero CAI n. 370). Noi abbiamo optato per la seconda, trattandosi di un tracciato meno impegnativo, seppur altrettanto lungo. Il tempo di percorrenza può essere tuttavia ridotto imboccando qualche scorciatoia prima dei tornanti! 😉

Sono Talita e ho la montagna nel cuore. Scopri qui tutte le mie escursioni in luoghi unici e particolari come questo!


Dati tecnici e info utili per la vostra escursione

Scheda tecnica escursione Strada delle 52 Gallerie

Se hai bisogno di maggiori info o hai piacere di integrare quelle già presenti, scrivimi nei commenti! 😉

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