Il Bernina Express sul viadotto di Brusio
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Bernina Express: il mitico trenino rosso!

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19/04/2021

Ho sempre sentito parlare del mitico trenino rosso e nel 2016 trovandomi in zona, non ho saputo resistere alla tentazione di fare un viaggio, seppur breve, sul Bernina Express. Non l’avevo previsto quando, con il mio compagno, abbiamo organizzato il weekend ai Bagni Vecchi di Bormio. E’ stato proprio durante il viaggio verso Bormio che, passando da Tirano, ho realizzato di trovarmi nei pressi della stazione di partenza del trenino rosso. Così, il giorno dopo una rilassante giornata alle terme, ci siamo recati verso Tirano (circa 40 km da Bormio), dove abbiamo comprato i biglietti per un viaggio su una delle tratte ferroviarie più spettacolari del mondo! Ci tengo a precisare che treni panoramici (BEX) e treni regionali fanno la stessa tratta. I primi, più costosi, offrono finestrini più ampi. I secondi, più economici si fermano ad ogni stazione, ma alla fine il panorama è lo stesso! Per il viaggio di andata, noi abbiamo optato per il panoramico.

Storia di una meraviglia

I lavori di costruzione della ferrovia iniziarono intorno alla fine dell’ottocento e furono ultimati nel 1910 con non poche difficoltà, dovute anche all’inaccessibilità dell’ambiente alpino che sicuramente non facilitò i lavori. La ferrovia ha una lunghezza complessiva di 61 km che separano la città italiana di Tirano dalla città svizzera St. Moritz. Il treno attraversa 13 gallerie e passa sopra 52 spettacolari viadotti. Si tratta infatti di un capolavoro di ingegneria unico nel suo genere, soprattutto se si considera il dislivello che supera i 1824 m tra Tirano e Ospizio Bernina, ovvero la tratta di 22 km fatta da me e il mio compagno quel giorno di fine maggio. Totalmente privo di cremagliera, il treno sfrutta l’energia elettrica fin dalla sua nascita, il che lo rende un ottimo mezzo sostenibile per raggiungere luoghi che altrimenti si potrebbero raggiungere soltanto a piedi o in mountain bike. Un modo alternativo di andare in montagna senza inquinare e accessibile anche a chi, altrimenti, non potrebbe mai arrivarci. La ferrovia retica del Bernina è la più alta d’Europa e dal 2008 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Il nostro viaggio sul trenino rosso…

Tirano: la stazione di partenza 

Il mitico trenino rosso del Bernina parte dalla stazione di Tirano (429 m), un’antica cittadina medievale in provincia di Sondrio (Lombardia). La ferrovia passa in mezzo al centro storico e in alcune vie sfiora i muri delle case. Conviene infatti aspettare di uscire dalla città prima di sporgersi dal finestrino! 😉

Il trenino rosso che passa per la piazza di Tirano

Il trenino rosso mentre passa in piazza Basilica a Tirano davanti al Santuario della Madonna

Il viadotto elicoidale e i crotti di Brusio

Pochi chilometri dopo Tirano, il treno entra in territorio svizzero e in breve raggiunge il famosissimo viadotto elicoidale di Brusio, passando prima sotto uno dei suoi grandi archi, per poi passarci sopra compiendo una perfetta curva a 360°. E’ questo il simbolo della ferrovia e probabilmente è anche il più grande capolavoro ingegneristico e architettonico di tutto il percorso. Fu costruito per permettere al treno di superare il notevole dislivello in un punto dove lo spazio era limitato. La ferrovia del Bernina infatti, non nacque solo per collegare i vari paesi della Val Poschiavo, ma anche per incrementare il turismo. Per questo gli Ingegneri addetti ai lavori dovevano evitare il più possibile le gallerie e questo viadotto è decisamente il simbolo del loro grande ingegno. 

Il viadotto elicoidale di Brusio

Il viadotto elicoidale di Brusio in Svizzera

La struttura, con le sue arcate in pietra è bellissima e mi ha ricordato vagamente il viadotto di Harry Potter in Scozia. Superato il dislivello a spirale si raggiunge il paese di Brusio (780 m) dove delle strane cupole in roccia hanno decisamente attirato la mia attenzione. Si tratta dei crotti di Brusio: piccoli edifici costruiti secoli fa per conservare i cibi freschi. Ma non solo, perché quelli più grandi sparsi sul territorio, venivano utilizzati addirittura come dimore estive.

Il paese di Brusio e i suoi crotti

I crotti di Brusio

Il Lago di Poschiavo

Il trenino prosegue lungo la stretta Val Poschiavo fino a raggiungere l’omonimo Lago. Un grande specchio d’acqua alpino circondato da alte vette innevate. Il treno lo attraversa sulla sua sponda sinistra, garantendo ai viaggiatori di godersi il panorama nella sua totalità.

Il Lago di Poschiavo

Lago di Poschiavo e Passo del Bernina innevato in lontananza

Poco dopo il lago si raggiunge il paese di Poschiavo. Un bellissimo villaggio alpino dal cui centro spiccano 3 torri: la torre del Municipio, il campanile della chiesa cattolica e quello della chiesa protestante. Curioso sapere che un tempo Poschiavo era l’unico comune di tutta la valle, nonché l’unico paese ad avere una parrocchia. Tutt’ora capoluogo della Val Poschiavo, dal 2016 fa parte de “I Borghi più belli della Svizzera”.

Il paese di Poschiavo con le sue tre torri

Il paese di Poschiavo con le sue tre torri

Il ponte di Cavaglia

Dopo Poschiavo il treno inizia ad “arrampicarsi” sulla montagna attraverso una serie di curve e tornanti, nonché qualche inevitabile galleria, mostrando comunque per lunghi tratti panorami mozzafiato sulla vallata, fino a raggiungere il grande pianoro che ospita il piccolo centro abitato di Cavaglia e lo spettacolare Giardino dei Ghiacciai. Superato il tratto pianeggiante, il treno riprende la salita attraversando spettacolari costruzioni come il ponte di Cavaglia.

Il trenino rosso che passa sopra il ponte di Cavaglia

Il ponte di Cavaglia

Alp Grüm

Mentre il treno continua a salire, le cime innevate delle Alpi svizzere appaiono sempre più vicine e presso la stazione di Alp Grüm si ha tutto il tempo di ammirarle perché il treno fa una sosta di circa 15 minuti prima di ripartire.

La stazione di Alp Grüm con vista sul lago e il ghiacciaio Palù

La stazione di Alp Grüm con vista sul Lago Palù e l’omonimo ghiacciaio

Dalla banchina della stazione, che all’interno ospita anche un bar/ristorante, oltre che qualche camera ai piani superiori, la vista è stupenda. Da una parte il Lago di Palù formatosi con lo scioglimento dell’omonimo ghiacciaio che si innalza sopra di esso. Dall’altra, la valle appena risalita con il lago di Poschiavo sullo sfondo e, tutt’intorno, cime innevate, ormai vicinissime! Ci troviamo infatti a 2091 m di altitudine. Un luogo meraviglioso raggiunto da un solo mezzo: il Bernina Express. 

Ospizio Bernina

Appena lasciata la banchina di Alp Grüm, il treno entra in galleria e continua a salire. Quando esce, l’immensità del paesaggio montano si apre di nuovo davanti agli occhi mentre ai lati della ferrovia le macchie di neve diventano sempre più grandi man mano che il treno sale, fino a raggiungere la stazione più alta di tutto il percorso, ma non solo, perché Ospizio Bernina (2256 m) è anche la stazione ferroviaria più alta d’Europa. E in effetti assomiglia molto a un rifugio di montagna. In questo luogo di incredibile bellezza, dopo circa due ore di viaggio, è terminato il nostro viaggio di andata sul Bernina Express, che ha invece continuato la sua lenta corsa verso St. Moritz. Ci siamo presi il tempo di fare una passeggiata nei dintorni scoprendo che poco sopra la stazione c’è il Passo del Bernina (2330 m), raggiungibile anche in auto. E’ il posto ideale dove trascorrere una vacanza outdoor grazie anche agli innumerevoli sentieri che partono da li.

La stazione Ospizio Bernina presso il Passo Bernina

La stazione Ospizio Bernina nei pressi dell’omonimo Passo

Il lago Bianco e il Lago Nero

Di fronte alla stazione ci sono due laghi che si incontrano: il grande Lago Bianco le cui acque raggiungono il fiume Adda, per poi riversarsi nel Mare Adriatico e il piccolo Lej Nair (o Lago Nero), le cui acque si dirigono invece verso il Mar Nero attraverso il Danubio. Curiosa questa cosa! Questi due specchi d’acqua, che noi abbiamo trovato ghiacciati, sono separati da una piccola striscia di terra e custodiscono un’antica e triste leggenda:  

“Lo spirito dei boschi, innamorato di una fata che non ricambiava il suo amore, decise di rapirla e di imprigionarla. Lei riuscì a scappare cercando rifugio nelle acque del Lago Bianco che assunsero il colore puro della sua anima. Lui, per la disperazione, si buttò nelLago Nero. che divenne scuro come il suo spirito.”  

Le acque dei due laghi, quando non sono ghiacciate, hanno infatti due colori molto diversi: le prime chiare, di un azzurro quasi cristallino, sono alimentate dal ghiacciaio del Cambrena appena sopra. Mentre le seconde, decisamente più scure, di un blu che tira quasi al nero, sono alimentate dai ruscelli alpini. Questa potrebbe forse essere la spiegazione più scientifica sulla loro diversità. Ma tornando un momento all’antica leggenda, si dice tuttora che talvolta lui tenti ancora di conquistare la sua fata attraverso melodiosi canti che si innalzano dal Lago Nero e tramite il vento risuonano sul Lago Bianco.

Con la ma dolce metà sulla sponda del ghiacciato Lago Bianco

Sulla sponda del ghiacciato Lago Bianco con la mia dolce metà

Il viaggio di ritorno

Dopo la nostra breve passeggiata, abbiamo ripreso il treno per tornare verso Tirano ma arrivati ad Alp Grüm abbiamo deciso di scendere per raggiungere la stazione di Cavaglia a piedi e visitare così anche il famoso Giardino dei Ghiacciai. Dopo la nostra escursione, abbiamo ripreso il treno a Cavaglia dove è stato particolarmente divertente dover prenotare la fermata schiacciando un pulsante presente nella desolata banchina della stazione. Qui il treno panoramico non si ferma e, infatti, siamo rientrati a Tirano con il regionale.

L'antica locomotrice gialla 9922 del Bernina

Antica locomotiva della ferrovia retica del Bernina

Sono felice di aver assaporato questo viaggio incredibile. Peccato non avere avuto abbastanza tempo per percorrere tutta la tratta fino a St. Moritz. Potrebbe essere un’idea anche quella di percorrere la tratta a piedi. La zona infatti si presta bene anche per trekking di più giorni. Molti sono infatti i sentieri e i rifugi presenti lungo la linea del Bernina. Assolutamente da tenere in considerazione per gli amanti della montagna come me!

In attesa che io vi racconti della nostra escursione da Alp Grüm a Cavaglia con interessante visita al meraviglioso Giardino dei Ghiacciai, continuate a scoprire luoghi unici e particolari con me!  Vi aspetto! 😉

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