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Upper Mustang here we are!

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20/06/2021

Dopo la giornata a Pokhara siamo pronti per il trasferimento a Jomsom dove il nostro trekking finalmente potrà avere inizio ! Nei giorni precedenti al nostro arrivo, il Nepal è stato investito da una perturbazione piovosa, le frane che si sono susseguite alle devastanti piogge, hanno creato numerose interruzioni alla rete stradale. Il tratto che da Pokhara porta a Jomsom è di 150 km. In Italia una distanza simile può essere coperta in 1 ora e mezza di automobile. Nell’Upper Mustang questa distanza ha richiesto 8 ore in Jeep su strade di montagne, nel nostro caso devastate dall’alluvione, con il terrore che una frana ci portasse via. 

La strada in direzione Jomson

La strada in direzione Jomson

Purtroppo abbiamo dovuto saltare il tratto da Jomsom a Kagbeni a piedi e ci siamo diretti verso questa meta in Jeep, arrivando direttamente di sera nell’Upper Mustang. Da questo momento fino al termine del trekking le linee telefoniche erano fuori uso quindi siamo stati scollegati dal mondo esterno per 12 meravigliosi giorni. 

The ghost eater

Kagbeni ( 2800 m) e i suoi guardiani

Alle prime luci dell’alba inizia la prima giornata di trekking. Kagbeni è un piccolo paese di montagna situato all’inizio dell’Upper Mustang. A guardia del villaggio sono stati posizionati due kheni, due protettori chiamati “ghost eater”: mangiatori di fantasmi. A nord del paese si trova la figura maschile, mentre quella femminile protegge l’entrata sud di Kagbeni. Questi due guardiani risalgono al tempo pre buddista e resistono nel tempo. La superstizione è ancora presente in questa regione del Nepal e nelle aree più remote c’è ancora la credenza che essere fotografato comporti la perdita della propria anima. Prima di lasciare Kagbeni ci dirigiamo verso il monastero di Kag Chode, per una prima immersione nel misticismo nepalese.

In questo piccolo monastero non abbiamo osservato nessuna meraviglia architettonica, ma siamo entrati in contatto con un luogo fatto di persone che ogni giorno appoggiano gli abitanti del villaggio attraverso il miglior aiuto: l’istruzione. 

In cammino verso Chele

Procediamo verso Tangbe ( 3060 m.) attraversando terre brulle, alternate da piccoli appezzamenti agricoli, soprattutto in prossimità dei piccoli borghi. La popolazione di questo luogo, ancora poco esplorato, vive grazie alla pastorizia e all’agricoltura. Arrivati a Tangbe ci concediamo un pò di tempo per passeggiare tra le rovine di un vecchio forte che somiglia molto ai nostri vecchi castelli in rovina. Diversi stupa decorano il villaggio e non si possono non ammirare: i colori rossi si sposano perfettamente con l’ambiente circostante. E’ tempo di rimettersi in cammino. Da Tangbe il sentiero segue la strada sterrata intorno alle colline con scenari sempre più incredibili davanti al canyon rosso rubino kali Gandaki. Per raggiungere Chuksang (2980 m.) impieghiamo 2 ore circa, ma prima di salire verso il nostro ristoro per la notte, ci fermiamo alla gola del Kali Gandaki per immergere i nostri piedi doloranti in queste acque gelide. La sorgente si trova sul confine tibetano ed è lo spartiacque tra il Gange e il Brahmaputra, luogo dove il fiume nasce e scorre a sud attraverso il regno del Mustang. Ci lasciamo alle spalle Chuksang attraversando il lungo ponte sospeso sopra il Kali Gandaki e  in breve tempo arriviamo a Chele ( 3050 m.) 

Destinazione Geling (3570 m.)

Questo viaggio non è adatto a coloro che soffrono l’altitudine. I dolori muscolari e le vesciche si possono affrontare e sconfiggere, ma la febbre, la nausea e il mal di testa possono mettere ko anche le persone più allenate. Il sentiero sale alternando una serie di z fino a raggiungere Dajori La pass ( 3735 m.), una leggera discesa e arriviamo nella verde Samar ( 3660 m. ), ricca di canali d’irrigazione. Una breve discesa a piedi ci conduce alla grotta di Chungsi Ranchung.  Corde di bandiere di preghiere accolgono il visitatore all’entrata di questo luogo di pace. Il santuario è dedicato a Guru Rinpoche che utilizzò quest’area per la sua meditazione durante il suo cammino verso il Tibet. Dopo questo momento di riposo ripartiamo verso la nostra destinazione. In un susseguirsi di passi minori, saliamo e scendiamo per lunghi tratti immersi in un paesaggio che non stanca mai, attraversando piccoli insediamenti come Syangmochen, fino ad arrivare a Geling ( 3570 m. ).

Il nostro cammino continua, ma questa è un’altra storia che sarà presto pubblicata.

Sono Alessandra, ho i viaggi nel sangue e la musica dentro di me! Scopri altre parti del mondo assieme a me. Clicca qui! 

Playlist

Only Nine Inch Nails (Upper Mustang here we are!)

Kashmir Led Zeppelin (Kagbeni e i suoi guardiani)

I’m not the man I used to be Fine Young Cannibals  (In cammino verso Chele)

Hurt Johnny Cash (Destinazione Geling)

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