MO Museum
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Vilnius: giovane, libera, indipendente

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16/05/2021

La prima tappa del mio viaggio baltico (che mi porterà in Lettonia, Estonia, Finlandia e Svezia) è la capitale della Lituania. A differenza delle città che visiterò in seguito, Vilnius è l’unica che non si trova sul mare. Meno connessioni commerciali dirette con altri paesi e meno scambi culturali, mi fanno pensare che sia una destinazione più “chiusa” e poco influenzata dai cambiamenti. Mi sbaglio completamente, questa città offre molto sia dal punto di vista culturale e ha una storia molto interessante e ricca di avvenimenti, soprattutto nel XX secolo.  

 

La Repubblica Indipendente di Uzupis

In un quartiere al di là del fiume Vilnia si trova la Repubblica di Uzupis (che vuole proprio dire “al di là del fiume”), quindi uno stato in una città.

Repubblica Indipendente di Uzupis

 

Nata nel 1997, sette anni dopo la proclamazione d’indipendenza della Lituania da una oramai quasi sgretolata URSS, è un quartiere ripopolato soprattutto da artisti e intellettuali.

 

Arte nella Repubblica Indipendente di Uzupis

Arte nella Repubblica Indipendente di Uzupis

 

Questa repubblica è indipendente e ha una sua costituzione bellissima di 41 articoli da leggere con attenzione e riportata in tutte le lingue possibili, lungo un muro del quartiere, cosicché tutti i turisti possano leggere e capire senza problemi.

Costituzione Repubblica Uzupis

Costituzione Repubblica Uzupis

 

Museum of Occupations and Freedom Fights

Per conoscere e comprendere la storia e i risvolti che ci sono stati nel XX secolo in questa area, il museo delle occupazioni e delle lotte per la libertà è fondamentale come luogo di visita. Lo spazio espositivo è stato ricavato da un edificio appartenente al KGB e infatti si possono pure visitare le prigioni anguste del piano interrato…abbastanza da rabbrividire (non credo che esistano al mondo delle belle prigioni…).

Museo delle occupazioni e delle lotte per la libertà

Museo delle occupazioni e delle lotte per la libertà

 

Fino al 2018 questo era il museo delle vittime del genocidio. 

Dal racconto ben curato e per nulla noioso della mostra permanente, emerge una storia atroce di persecuzione e uccisioni sia sotto il dominio sovietico che durante l’occupazione nazista. Il governo sovietico iniziò già nei primi anni Quaranta, per poi completare quasi l’annientamento della popolazione con deportazioni e prigionia dal 1944 al 1953. E’ allucinante pensare si sia dovuto attendere ben 8 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, per la liberazione di quei pochi lituani rimasti in vita. Credo che una della conseguenza più di impatto per chi visita questa città e il resto del paese, sia notare come la popolazione sia altamente giovane e che gli anziani siano invece molto pochi. Un vero e proprio genocidio, un argomento poco trattato a livello internazionale.

Museo delle occupazioni e delle lotte per la libertà

Museo delle occupazioni e delle lotte per la libertà

MO Museum

Realizzato dall’architetto polacco Daniel Libeskind e inaugurato a ottobre 2018, affacciato su una delle strade principali a nord del centro cittadino, il MO Museum ospita quadri e installazioni artistiche in stile esclusivamente contemporaneo.

MO Museum

MO Museum – Donatas Jankauskas-Duonis “Viktoras or Viktorija” – 2004

 

L’arte contemporanea non è così immediata per me: deve piacermi al primo sguardo, senza troppi indugi. Gli artisti che vivono e interpretano la nostra epoca e il prossimo futuro usano un linguaggio nuovo e a volte poco comprensibile. Di certo ogni artista e intellettuale del passato ha comunicato in questo modo e i suoi contemporanei con difficoltà lo hanno capito. 

MO Museum

MO Museum – opera di Nico Vascellari….il contenuto parla per sé!

Aver deciso di aprire un museo come il MO è una scelta emblematica: le generazioni guardando al futuro, a ciò che verrà, facendosi influenzare a livello internazionale ma dando anche voce ai propri conterranei

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MO Museum – Neïl Beloufa “Rationalized Lady”

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